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//RECENSIONI “Promosottile/04"
Kinetic
Promo sottile e’ un demo a cui ci si affeziona subito, un piccolo gioiello multiforme dove melodia ed energia vanno di pari passo, seguendo linee accattivanti e seducenti. Non e’ facile ottenere un risultato simile, ma vi assicuro che ascoltando queste quattro canzoni, sono rimasto a bocca aperta. E’ la prima volta che mi capita di ascoltare un demo cosi’ tante volte, senza mai stancarmi, anzi, cercando sempre ritagli di tempo per poterlo riascoltare una volta ancora. Partendo da quanto fatto con “Frammenti di violenza controllata”, i Kardia sono riusciti ad andare oltre, sviluppando un suono molto piu’ personale e riconoscibile in mezzo a mille altre proposte piu’ o meno underground. Lo spettro dei Litfiba e’ praticamente sparito, lasciando spazio a sonorita’ piu’ dark, sulla scia di Joy Division e Bauhaus, impreziosite da quel gusto per la melodia che solo le liriche in italiano possono dare. La formula e’ molto semplice, ma vincente: eclettiche melodie che strizzano l’occhio all’elettronica; un’elettronica dosata magistralmente, che non funziona come catalizzatore, ma piuttosto come supporto per gli altri strumenti, che con la voce, la fanno da padrone. “Sanguina” e’ una song destabilizzante, magnetica, che mi ha rapito fin dal primo ascolto, rimanendo immediatamente impressa nella mia testa e diventando un po’ la colonna sonora dell’ultimo periodo della mia vita, in cui il mio orgoglio non fa che grondare sangue: immensa. “Sottile” e’ una ipnotica canzone d’amore del tutto atipica, in cui i sentimenti non diventano vittima di melodie facili o di smancerie dell’ultima ora, ma tutto viene filtrato da tempi ossessivi e da liriche taglienti come una lama di rasoio, che a mio avviso identificano alla perfezione quello che l’amore puo’ realmente essere. “Ins[O]mnia” potrei definirlo come un “esperimento” in cui i quattro musicisti cercano di andare oltre ai loro schemi precostituiti, confezionando una song piuttosto complessa e di difficile lettura per chi avesse intenzione di accostarsi superficialmente a questo gruppo. Il risultato e’ anche in questo caso lodevole e ci presenta un gruppo in grado di stupire anche in sonorita’ piu’ cupe e claustrofobiche. Chiude il demo “L’occidente”, una track di denuncia verso gli errori ed orrori della politica occidentale, che pero’, nonostante l’inflazione dell’argomento, riesce ad andare oltre ad una sterile e prevedibile denuncia degli avvenimenti, riuscendo dove in molti hanno fallito. Un demo coinvolgente dall’inizio alla fine, che mette in evidenza, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’esistenza di un gruppo maturo e pronto per essere apprezzato dal “grande” pubblico: qualcuno aprira’ gli occhi di fronte ad una tale bravura, o per l’ennesima volta faremo morire uno dei pochi gruppi in circolazione che ha realmente le potenzialita’ per sfondare? … L’unica cosa che non mi ha completamente convinto e’ la produzione della batteria, un po’ troppo soft ed in secondo piano rispetto agli altri strumenti, per quasi tutta la totalita’ del disco: migliorabile.
Novamuzique
È innegabile che i Kardia siano una delle realtà più valide dell'underground italiano. La loro è una musica pesante... frammentaria...provocatoria, disturbante, fragile, catartica.... e terribilmente "vera". Nelle loro melodie si nasconde un qualcosa di nero e poco rassicurante. Si percepisce un qualcosa di "doloroso", ma durante l'ascolto non si ha possibilità di gestire questa sensazione. E intanto la loro musica va avanti, rendendoti partecipe a questo "inspiegabile qualcosa". Musicalmente parlando il gruppo ha fatto un salto di qualità non indifferente rispetto al già buono "Frammenti di violenza controllata" : il suono si è indurito è le tastiere sono diventate fondamentali e non più tappeto sonoro. Questo è riscontrabile in un bel pezzo come SANGUINA, in cui da un dark-metal cadenzato, pesante e "schizzato" si passa ad una sezione di trascinante techno in cui spicca il meraviglioso sintetizzatore di Daniele Franzè. SOTTILE è il capolavoro del disco ( e probabilmente dei KARDIA): un Synth impazzito insegue un riff di chitarra "sbilenco" accompagnato dal basso e da una batteria che sembra procedere imperterrita per la sua rotta. Quattro pezzi di dolore, pazzia, violenza e malattia per chi non riesce a sopportare il peso della vita ma non è interessato a demordere.
Il Caino
Dopo aver esordito nel 2002 con l’ EP “ Frammenti di violenza controllata “ i Kardia continuano il loro viaggio sonoro con questo “ Promosottile / 04 “. Partendo da una base Wave il sound dei Nostri si stabilizza su tinte Gothic – Dark fortemente evocate dall’ uso preponderante delle tastiere, a volte forse troppo marcato, tanto che in alcuni momenti sembra sminuire il lavoro svolto dalle chitarre e dal resto della sezione ritmica. I quattro brani che compongono il lavoro in questione non risultano mai troppo aggressivi, si stabilizzano su ritmiche scorrevoli, ma non violente, pur mostrando alcuni picchi di intensità che giovano non poco alla resa finale dei brani. L’ impressione è forse determinata da una produzione sicuramente non esasperata, che gioca molto sulle sfumature dei vari strumenti e fa in modo che soprattutto le chitarre abbiano un suono caldo e volutamente “ poco corposo “. Il combo capitolino fa dell’ introspezione la sua arma migliore, accentuata anche da testi in italiano che focalizzano l’ attenzione dell’ ascoltatore su percorsi mentali ed immagini da contorni che si stagliano su sfumature grigie; il tentativo di creare momenti riflessivi si rispecchia ottimamente nel tappeto musicale articolato ed allo stesso tempo ricco di melodie di facile assimilazione. Il sound dei Nostri non è facilmente inquadrabile in un ambito ben distinto, convoglia in esso elementi Rock che si fondono perfettamente con sonorità darkeggianti e misteriose, ottenendo come risultato quello di dar vita ad una sorta di trademark che accompagna la band sin dagli esordi. Buona la resa finale del prodotto, ma come sempre è lecito aspettarsi ulteriori miglioramenti da chi ne ha le capacità.
Rockers
A distanza di due anni dal primo EP “Frammenti di violenza controllata” i Kardia, combo capitolino dark wave, si confermano una realtà da tener d’occhio. C’è da dire che c’è stato un notevole salto di qualità, quasi un abisso nella maturità compositiva tra il precedente e questo “Promosottile / 04”. Il decadentismo post eighty che si è venuto a creare non è mai stato puramente apprezzato, c’è da dire che non è stato neanche espresso in maniera semplice ma in modo o estremista o poco sincero. I Kardia invece sono forse il primo gruppo attuale che riesce a farmi rievocare in modo chiaro e conciso il dark punk dei The Cure di “Three Immaginary Boys”, la dark wave dei primi Litfiba di “Desaparecido” e “17 re”, l’oscurità dei Diaframma, la disperazione dei Joy Division; il tutto in modo molto personale con un timbro deciso che li contraddistingue da qualsiasi altra dark band.
L’opener si intitola “Sanguina”, malinconia strappalacrime su base punk con stacchi elettronici degni degli anni d’oro dei Depeche Mode, tutto condito dalla poesia gotica di un testo scritto probabilmente sotto cieli oscuri in momenti decisamente negativi. La successiva “Sottile” è un piccola opera d’arte figlia di un amore infinito per Robert Smith e delle sembianze di un ambiente sempre più post-decadente: tastiere gothic fanno da ciliegina sulla torta per un pezzo dalle movenze speed punk. “Insomnia” è una horror track da brivido scaturita dalla paranoia snervante di momenti difficili con un testo breve ma conciso, dedica diretta all’astratto…diretta all’oscuro…al nulla. Chiude “L’occidente”, autocritica cruda e possente per un paese ed una civiltà fintamente all’avanguardia che, per confermare la superiorità civile rispetto ad altre culture, abusa del bellico come forma contraddittoria di comunicazione: un vero pezzo di protesta come non si sentiva da tempo. Una curiosità sull’artwork del disco che non avevo mai visto prima: una busta che fa molto “profumeria” un po’ più grande dei soliti booklet, molto originale e soprattutto comodo. Non posso fare altro che consigliare a tutti questo splendido promo, sia agli amanti del dark sia agli amanti del rock in genere.. Ai Kardia posso consigliare solo di continuare così e di mettere su passione e ottimismo per il proseguo di questa carriera che, secondo me, sta iniziando col piede giusto…. I veri dark ricercano la luce.
Kronic
Nati dalle ceneri degli Astrolabe e a distanza di due anni dal precedente EP ‘Frammenti Di Violenza Controllata’ tornano i Kardia con una nuova release autoprodotta. ‘Promosottile / 04’ si compone di quattro brani dove la band capitolina ci propone un rock radicato negli anni ’80 e con influenze post punk e gothic. Come principale musa ispiratrice possiamo citare i primissimi e grandiosi Litfiba (se non conoscete i loro primi LP la vostra collezione di dischi non può dirsi completa), ma allo stesso band i Kardia non si limitano a “rifare – tristemente - il verso” al vecchio Piero Pelù, ma imbastiscono un sound ricco di molteplici influenze tra cui Joy Division, The Cure, Bauhaus e i “nostri” Negazione senza dimenticare di avere un occhio di riguardo verso l’elettronica. L’unico aspetto che mi ha lasciato l’amaro in bocca di questo disco è costituito dalla mancanza di una spiccata originalità che, troppo spesso, fa apparire la band capitolina “soltanto” la sintesi artistica delle band sopraccitate. Se i Kardia riusciranno a personalizzare ulteriormente il proprio sound puntando maggiormente sull’elettronica rinnovando senza però tradire il proprio background e dedicheranno una maggiore attenzione per il loro animo malinconico probabilmente riusciranno ad ottenere un contratto discografico sempreché queste nostalgiche sonorità possano interessare ancora a qualcuno.
Zero Magazine
Tornano i Kardia a due anni dal loro primo promo-Ep, Frammenti di violenza controllata, con quattro nuovi brani che confermano i buoni risultati di critica ottenuti allora. In questo Promosottile/04 infatti la band continua su quel cammino ispirato alla New Wave italiana di inizio anni '80 come Diaframma e primi Litfiba pur amalgamando tali influenze con un'attitudine più modernamente Rockeggiante, con a volte sfuriate chitarristiche più inclini ad un certo tipo di Hc o Metal. La prima traccia, Sanguina, ha un vago sapore Gothic Metal divisa com'è tra le tastiere e chitarroni, ma già dalla seguente Sottile si posson ritrovare quelle chiarissime ispirazioni New wave di cui all'inizio si parlava, pur non perdendo a tratti chitarre più sostenute.
Il brano si sviluppa tra arpeggi puliti inconfondibili mentre note di pianoforte creano a volte lo stacco dai riffs più massicci di chitarra distorta. Anche l'intonazione della voce è quella tipica della scuola New Wave, non perdendo però il proprio timbro fresco e caratterizzante del cantante Daniele Franzè. Il testo ha un ritornello che si insinua con naturalezza nella mente insieme alla chitarra: in fondo questa è la title-track di questo mini-Cd. Le due seguenti tracce restano a metà tra New Wave/PostPunk, ed a volte qualche tocco più Gothic Metal che non sempre arricchisce dei pezzi che in sè funzionano molto bene. Martellante anche il ritornello di Insomnia, e impegnato il testo di L'Occidente, che con poche frasi critica duramente l'attuale situazione del rapporto tra mondo Occidentale e Orientale. Normalmente, più per 'ideologia' personale che altro, non apprezzo i testi con un messaggio in qualche modo 'politico', ma direi che in questo caso le parole son azzeccate. Nel complesso un'ulteriore buona prova per i Kardia che dimostrano d'avere una discreta padronanza dei propri mezzi anche se, a mio avviso, dovrebbero focalizzare maggiormente una strada da seguire per poter dare il meglio di sè. In attesa di maggiori sviluppi vi consiglio di ascoltare i brani di questo promo, tra l'altro pubblicato in una semplice ma ben curata confezione in cartoncino un po' più grande dei normali cd; i Kardia mettono tutti i brani a disposizione da scaricare sul loro sito ufficiale, i cui l ink potrete trovare anche qui sotto nella tracklist.
Babylon Magazine
“Promosottile ‘04” è il nuovo lavoro dei Kardia, giovane quartetto italiano, che giunge a due anni di distanza dal precedente EP “Frammenti Di Violenza Controllata”. I quattro brani che compongono questo nuovo lavoro rappresentano la naturale evoluzione del suono di una band che sta maturando uno stile proprio e abbastanza originale. Il sound del gruppo capitolino rimane sempre nel solco dark wave, miscelando bene atmosfere gotiche e decadenti con improvvise melodie post punk. Le influenze più evidenti sono da ricercarsi in grandi gruppi come Joy Division, Rammstein, Litfiba (quelli animati da quella vena dark di “17 Re” e “Desaparecido”) e naturalmente The Cure. E’ evidente però lo sforzo del gruppo di personalizzare al massimo le proprie sonorità, cercando di non cadere mai nel “già sentito”. Il primo brano “Sanguina” rappresenta un’efficace unione tra melo dia ed elettronica (facendo ricoradare a tratti i Depeche Mode degli anni ottanta ), in cui un testo oscuro apre squarci malincolici e riflessivi. Il terzo brano “InsOminia” è certamente l’episodio più complesso del promo, in cui lo spirito noir e decadente che anima l’indole dei Kardia esce decisamente allo scoperto. La produzione non è esente da pecche, ma nel complesso il promo suona abbastanza bene, soprattutto per quanto riguarda le voci, che ben si amalgamano con gli altri strumenti. Consigliato certamente agli amanti del dark, ma non solo; le aperture rock presenti in ogni pezzo, veri e propri raggi di luce che fendono le criptiche atmosfere dei brani, rendono lo stile dei Kardia abbastanza vario e godibile. Ora per avere conferme su tutto quello che la band ha espresso di buono in questo demo, non ci resta che aspettare un album vero e proprio.
Freak Out
Apprezzata la notevole veste grafica del promo dei Kardia, cd nero-nero, partiamo con “Sanguina” ed in evidenza troviamo un bel po’ di elettronica e una bellissima voce su un testo che fa tanto “goth”. Il genere rimanda alla new wave, ricco di atmosfere oscure sottese a trame chitarristiche che talvolta si fanno prendere dall’urgenza e dal nervosismo. Ma per lo più aleggia malinconia nei quattro brani autoprodotti dalla band capitolina. Non sono a mio agio a recensire un lavoro che si fa apprezzare meglio come ideale colonna sonora di un mesto giorno di pioggia, latore di pensieri oscuri. In definitiva i Kardia si segnalano per la perizia tecnica e la sagacia compositiva. Band molto valida.
Raw & Wild
Avendo già potuto ascoltare i Kardia con il precedente “Frammenti di Violenza Controllata”, posso affermare che c’e stato un netto miglioramento per quanto riguarda il genere proposto e il sound creato, muovendosi verso spazi più caratteristici del wave rock. Momenti di diversa potenzialità già dalla prima nota di “Sanguina”, un pezzo atmosferico e misterioso che introduce un cd pieno di intervalli tra inaspettate parti elettroniche e melodiche, come nella seconda “Sottile”. “Insomnia” e “L’occidente” manifestano in alcuni tratti, la loro vena più granitica del punk-rock dando definitivamente una forma al gruppo che afferma un ruolo di equilibrio tra il classico suono decadente e il rock ossessivo.
RockLab
I Kardia sono il primo gruppo deb che recensisco di cui abbia ricevuto finalmente una seconda release, ma devo francamente dire che mi aspettavo molto di più.
Intendiamoci, questo "Promosottile / 04" non è un promo malvagio, però rispetto al vecchio "Frammenti di violenza controllata" sembra avere qualcosa in meno. Questo è dovuto in primo luogo al fatto che la produzione di questo promo è decisamente inferiore a quella del predecessore, ma ciò che mi ha colpito più negativamente è il fatto che la band, autrice di uno dei demo più originali e convincenti che abbia finora avuto sotto mano, abbia ripiegato su soluzioni più convenzionali che non mi hanno affatto convinto. Se i brani da un lato hanno acquisito una certa carica in più, dall'altro hanno perso quel pathos e quelle atmosfere che maggiormente mi avevano entusiasmato nel predecessore.
Fra i brani, i migliori sono sicuramente la dark ballad "Sottile", capace di rievocare in maniera efficace e moderna vecchie sonorità wave anni '80, e "L'occidente", il pezzo che presenta il miglior equilibrio fra rabbia ed atmosfere dark. In ogni caso un buon promo da ascoltare, sono convinto che con una produzione migliore i Kardia possano valorizzare al meglio anche questi brani su un eventuale full length.
RockOff
Nuovo lavoro per i Kardia a due anni dal loro EP di debutto “Frammenti di violenza controllata” del 2002. La band capitolina presenta “Promosottile ‘04”: quattro brani tra rock, elettronica e new wave. Nelle loro canzoni i Kardia fondono atmosfere dark con testi evocativi e lirici scritti in italiano. I quattro ragazzi si dimostrano abili nel saper alternare momenti più cupi ad altri più sferzanti. Da segnalare “Ins(o)mnia” e la conclusiva “L’occidente”.
IndieZone
Ritornano ancora una volta sulle nostre pagine dopo “Frammenti di violenza controllata” i quattro capitolini Kardia, con un nuovo ed interessante lavoro: Promosottile 04. Potrebbe traviarvi il titolo, il numero non connota l’anno come potrebbe facilmente accadere, ma bensì si tratta di un carino tentativo di rinchiudere in sé l’essenza di questo gruppo: 4 i Kardia e 4 le canzoni del loro nuovo lavoro. Sembrano aver raggiunto una loro stabilità stilistica, un grado di maturazione non solo dal punto lirico ma anche melodico come già si intravedeva dal loro precedente lavoro e che lasciava ben sperare per i successivi. Le influenze sembrano almeno esser rimaste le medesime: tanto post punk sulla scia dei più famosi Joy Division, del compianto Ian Curtis, l’amore per quel suono elettronico volutamente grezzo dei Bauhaus, ma un rinnovato amore per gruppi più nostrani come i primi Litfiba e i Negazione. Atmosfere cupe, decadenti fanno da contrappunto a momenti di maggiore intensità, suoni lisergici si fondono e confondono a sonorità decisamente crepuscolari, decadenti.
L’opening act “Sanguina” sembrerebbe metter in luce l’animo più “rumoroso” dei capitolini, più heavy, mitigato ed imbrigliato da spunti di elettronica, l’atmosfera si scioglie, si espande, ma tutto è solo un momento, uno sprazzo oscuro rotto dalla tensione melodica e da una sorta di alienazione nichilista delle liriche. “Sottile” rappresenta un momento di rottura rispetto alla predisposizione d’animo con la quale ci siamo accostati a “Sanguina”. L’amore, tema attorno alla quale è costruita l’intera struttura canzone di Sottile, viene sviscerato, decomposto per formulare una canzone d’amore che sembra palesare il nuovo piglio musicale dei Kardia; paradossalmente un sorta di manifesto di intenti di questa band. La vena oscura, più criptica dei 4 prende forma in “Insomnia”, il brano più oscuro, più ostico dell’intero loro lavoro; con ciò non immaginate lunghe dissertazioni musicali al limite dello sbadiglio. Ma bensì una giusta commistione di momenti più dilatati che seguono a riff più acidi di chitarre, una sorta di pugno alla bocca dello stomaco per tutti coloro che liquidarono, all’ epoca di Frammenti… , i ragazzi come una delle tante band fotocopia dei primi Litfiba. C’è tempo anche per “impegno politico”. Non prendete per ò esattamente alla lettera quest’espressione, non il volere schierarsi politicamente è l’ intento dei Kardia, ma una critica generale e generalizzata alla società occidentale, quella di “L’Occidente”, brano di chiusura di Promosottile 04, in cui profitto ed autocelebrazione culturale sembrano esser ormai cardini attorno ai quali ruota la “nostra” società. Un buon lavoro, che in alcuni tratti mi ha lasciato leggermente perplesso in particolare per la sezione ritmica (mi riferisco in particolare alla batteria) a volte troppo soft ed omologata. Nel complesso torno a ribadirlo, una piacevole ventata di aria fresca, per un genere che negli anni 80 ha conosciuto il proprio periodo di massimo splendore.
MetalWave
Oh, finalmente il nuovo CD dei Kardia. Dopo il primo EP "Frammenti di violenza controllata" del 2002 recensita dal sottoscritto, vediamo come si è evoluta la situazione con Promosottile/04 del 2004 appunto. Il nuovo lavoro dei Kardia rappresenta la logica evoluzione di quanto già espresso nel precedente EP. Il sound dei quattro brani che compongono questo promo evidenzia infatti il cammino intrapreso dai Kardia nel raggiungimento di uno stile compositivo proprio e caratteristico. "PromoSottile/04" testimonia allo stesso tempo la coerenza e la maturazione del gruppo che sta pian piano prendendo coscienzadelle proprie potenzialità. Il disco si apre con "Sanguina", brano aggressivo nello stile Post Wave Rock in cui spiccano elettronica e melodia. Segue "Sottile" una canzone d'amore tagliente e sensuale, cinetica e ossessiva. Il terzo brano si intitola "InsOmnia"ed è forse la traccia più esemplare del disco. E' questo il brano in cui la vena gotica del combo si manifesta in modo più prepotente e oscuro. Chiude "L'occidente", una traccia d'assalto, veloce, potente e concisa, che rispetta tuttavia la tradizione melodica del gruppo.
Che dire nel complesso ? Beh, un disco di sicuramente riuscito. Non essendo un genere musicale a me particolarmente piacevole, non posso fare a meno di esaltare il buon missaggio e la rabbia che ne fuoriesce dall'intero disco. Ho notato che rispetto al precedente lavoro si è fatto un uso più parsimonioso dell'elettronica a dispetto degli strumenti. In questo disco ci sono molte più parti suonate che mi hanno sinceramente fatto notare un buon bagaglio tecnico dei musicisti. Voglio quindi premiare questo concetto con il solito "Bravi Ragaazzi!"
DK666
Finalmente qualcosa di interessante torna ad emergere dall’underground romano. Questo “Promosottile/04”, composto da quattro tracce, si propone con un suono ben radicato nei canoni post-punk e dark-wave, tipico degli anni ’80. e le influenze, soprattutto nelle liriche, sono quelle dei primi Litfiba e Diaframma, mentre le sonorità si rifanno più a gruppi come Joy Division o Bauhaus, passando per i nostrani Negazione. Ma tutto questo è solo un punto di partenza dal quale sviluppare in modo del tutto personale il loro modo di intendere questo genere musicale. La loro musica si basa su un’ottima base ritmica, sulla quale evolvono le melodie dove le tastiere la fanno da padrone, senza essere più relegate al solo compito di tappeto sonoro. Alla musica poi fanno da contraltare delle liriche taglienti e sofferenti, ma mai depr esse. I Kardia, con il loro “Promosottile/04” dimostrano di avere talento e le capacità per arrivare al successo, ma credo anche che abbiano bisogno di raffinare la loro musica ancora un po’ acerba. Con questo però non voglio sminuire la validità di un gruppo con delle ottime potenzialità, sono convinto che sentiremo ancora parlare bene di loro. Ps: da notare che “Promosottile/04” si presenta in una confezione decisamente originale: cd completamente nero e il contenitore di dimensioni superiori al normale booklet.
Hard Sounds
Tempi Duri
COMPLIMENTI. E qui potrei chiudere la recensione, in quanto non ci sono parole per definire le sensazioni di animo che si possono provare all'ascolto di questo piccolo gioiello.
Però non reputo giusto solo due righe di recensione per i Kardia e quindi vado avanti con ordine.
I Kardia nascono nel gennaio del 2001 in quel di Roma dallo scioglimento di una precedente formazione gli Astrolabe, pubblicano il loro primo lavoro ufficiale nel 2002 "Frammenti di violenza controllata". Nel marzo del 2004 esce questo nuovo lavoro "PromoSottile/04" il quale affascina anche senza ascoltarlo, a "causa" del suo originalissimo packaging e della sua veste grafica.
Il suono dei Kardia si può definire un melodic dark rock con venature (molto leggere) punk, che cattura l'ascoltatore fin di primi suoni, proponendosi in maniera delicata, e trascinandolo in un insieme di sensazioni non descrivibili con semplici parole, che ti restano dentro anche quando il cd è terminato. Ottima anche la scelta di cantare in italiano. Brani consigliati: tutti stupendi. Concludendo i Kardia sono degli strumentisti ben preparati e molto affiatati tra di loro (cito dal loro sito "…i quattro divenuti uno…", parlando di loro), ma soprattutto credono in quello che fanno e nel loro progetto. Di nuovo complimenti.
Noize Italia
Trovo che i Kardia siano veramente una mosca bianca nel panorama italiano: troppo sopra la media. Il loro sound fatto di rock italiano anni '80, new wave anglossassone e influenze dark (è vietato pensare agli HIM per favore!) deve essere per forza ascoltato per poterne cogliere l'essenza altrimenti difficile da esprimere con semplici parole. Quattro pezzi per questo promo che conferma quanto di buono avevano mostrato nel precedente Ep migliorandone comunque la produzione. Le atmosfere che creano sono impareggiabili e quella "drammaticità" aiutata anche dai testi mai banali che sfuggono anche al cliquè "triste-depresso-artista maledetto" (es. l'ottima "L'Occidente" e la non convenzionale love song "Sottile"), non le riesco a trovare da nessun'altra parte. Pronti già da un pezzo per il tanto agoniato full lenght, ottimi songriter e credibili intrattenitori, taglienti e a modo loro sensuali. Bravi!
EUTK
Nonostante il genere al limite dei miei ascolti abituali, sono sempre stato un appassionato dei Kardia... uno dei pochi gruppi italiani che - secondo me - ha saputo inventarsi un genere attingendo con discrezione dal rock, dal punk, dalla new wave e dall'elettronica costruendo mattone dopo mattone un sound netto, personale, coerente. Il nuovo "Promosottile/04" non fa eccezione, presentando quattro nuovi pezzi sulla falsariga di "Frammenti Di Violenza Controllata"... schegge impazzite in bilico tra la rabbia dell'hardcore e la delicatezza della musica sintetica degli anni ottanta. La prima anima è rappresentata da "Sanguina" e "L'occidente": due tracce più nervose, ritmate, in cui esce allo scoperto tutta l'aggressività dei Kardia unita alla loro capacità di raccontare storie difficili senza banalità. Momenti più rilassati fanno da perfetto contrasto alle esplosioni di violenza, fino all'i mprovvisa conclusione. Ma la vera sorpresa dell'album è "Sottile"... una canzone sorretta da una melodia spettacolare, che senza esagerare potrebbe essere già pronta per una eventuale diffusione commerciale. Quattro minuti che contengono tutto il manifesto del Kardia-pensiero, e che mostrano anche le grande capacità dei quattro musicisti dietro ai rispettivi strumenti. "Insomnia" è il pezzo più stralunato del lotto (e secondo me anche l'episodio più debole), in cui prende il piede una vena gotica che non mi ha particolarmente impressionato. Cosa che invece ha fatto nella sua interezza "Promosottile/04": venti minuti scarsi che sono qui per dimostrarci il lucido sentiero dei Kardia, giovane band che continuando su questi passi potrà presto togliersi più di una soddisfazione.
Rockit
E’ l’ostacolo maggiore. Per me ovviamente. Raccontare qualcosa che non è nel mio dna. Non più almeno. Ma la vita è fatta di sfide e scoperte e poi, in fondo, nei primi anni ottanta masticavo “certa” musica ed ero sicuramente più incazzato.
Ecco. Rabbia. Energia. Quelle che di solito si fa fatica ad imbrigliare in un disco.
Eppure…Eppure ci sono. Affiorano. Anzi, emergono d’improvviso, come un tuffo al contrario dalla quiete del mare. Lo sto consumando promosottile dei Kardia. C’è qualcosa che mi spinge ad ascoltarlo, poi lasciarlo lì per qualche ora, magari sbirciando con la coda dell’occhio la bella grafica di copertina, per poi rimetterlo su. Più lo ascolto e più vengono a galla frammenti di suoni che sono lì ma... cavolo, devo togliere un po’ di polvere dagli scaffali della mente (e non solo) per ritrovare parole, titoli, accordi. I Kardia (Alessandro batteria, Pietro chitarre, Daniele tastiere e synth, Paolo voce e basso), nati ad inizio 2001 dalle ceneri degli Astrolabe, con questo promosottile/04 sono alla seconda prova autoprodotta, dopo “Frammenti di violenza controllata” del 2002. Sono curioso, e scarico dal loro sito alcuni brani del lavoro precedente.
La prima impressione è che in promosottile/04 ci sia una voce quasi più intima, meno impetuosa anche se egualmente rabbiosa… forse finalmente consapevole.
Bella immagine di apertura, “Raccolgo i miei frammenti lungo gli anni”. Adrenalina in crescendo, anche se mi lasciano perplesso alcuni intrecci vocali nel finale di questa “Sanguina”.
Sento un pizzico di spontaneità in meno rispetto agli ascolti “rubati” del primo demo, una maggiore attenzione allo “stile”. E sicuramente un uso più “definito”, più presente di t astiere e synths, che ricorda il percorso di Joy Division tra il 77 e l’80. (fin troppo semplice pensare a “Love will tear us apart”). Joy Division che, leggo nelle note, hanno influenzato la loro produzione come Bauhaus, The Cure e “primi” Litfiba. Sono abbastanza “primi” quelli di “17 Re”? Per associazione scelgo “Re del silenzio”. Ma ci sento anche altro. Qualche labile reminescenza che forse non è presente in modo “consapevole” nella loro musica ma fa probabilmente parte di quelle cose che semplicemente sono lì, in qualche angolo della tua anima quando componi. Così, ascoltando e riascoltando “Sottile” (il brano migliore dei quattro, anche se, lo ammetto, lo spostamento di alcuni accenti nella pronuncia mi urta non poco), alla fine prende forma nella memoria l’energia di “The Voice” degli Ultravox (che torna anche negli impasti vocali del brano finale) ed anche (perdonatemi) “The other way of stopping”, lo strumentale che chiudeva “Zen yatta Mondata” dei Police. La sostanza c’è. Come ci sono lo “storto” riff di elettrica ed il synth che giocano come due bambini in un cortile.
Buona anche la cupa “Ins[o]mnia”, anche se non brilla come la conclusiva “Occidente”, ottima descrizione di un mondo che piace sempre meno. Anche qui ritornano gli accenti spostati (uff…), ma il testo è bello e non banale pur raccontando cose già dette, già lette, già scritte… già…
Quattro canzoni forse sono poche per giudicare. E “giudicare” è una brutta parola!
Sicuramente i Kardia hanno stuzzicato la mia curiosità. Sicuramente se capita l’occasione andrò a sentirli “live”. Perché credo sia una dimensione a loro congeniale.
E forse sono pronti per fare qualcosa in più di un demo autoprodotto. Magari guidati da una mano esperta che possa aiutarli a limare certe ingenuità che affiorano da questo secondo lavoro. In ogni caso, per non essere parte del mio dna, si sono insinuati a dovere.
Wildzine
Dopo il precedente “Frammenti di Violenza Controllata”, mi ritrovo a parlare dei Kardia, in occasione di un loro nuovo promo-cd. Promosottile/04 ci conferma la grande capacità della band capitolina di scrivere liriche intelligenti e delicatamente ingombranti, accompagnandole con la loro personalissima musica; quell'inconfondibile rock tinto dei colori cupi del dark. Un continuo gioco di contrasti tra le malinconiche ed oscure melodie delle tastiere e le scariche di adrenalina delle chitarre elettriche. Migliora la produzione, adesso ancora più corposa, che esalta la resa del nuovo set di brani, quattro song ricche di quel fascino cui i Kardia ci hanno ormai abituati, ritmiche semplicemente coinvolgenti, grazie alle andature cangianti che si adattano agli sbalzi di tensione imposti dalle liriche. Quattro canzoni diverse, unite nello stile: le sonorità elettroniche di 'Sanguina', l'ipnotismo di 'Sottile', l'irregolarità di 'Insomnia', per finire con 'Occidente', brano toccante e pungente che sigilla l'ottima ispirazione dei Kardia. Per quel che mi riguarda “Promosottile/04” ha un solo difetto, dura troppo poco, sarebbe ormai ora di un bel full lenght album.
Da Lynx
Questo "promosottile/04" potrebbe suonare come il naturale seguito del precedente lavoro. Ossia, i riferimenti a vari generi e l'ottima amalgana cui i Kardia ci rendono ormai costantemente partecipi sono sempre presenti, ma a differenza del precedente CD i quattro nuovi brani fanno perno su una struttura più diretta ed energica, questo grazie ad una chitarra che in fase di riffing sa essere più aggressiva e ruvida, e grazie ad una sezione ritmica più quadrata che pesta assai volentieri rispetto ai canoni del passato. Ma questo non vuol dire che le dilatazioni strumentali siano da meno. Anzi, le tastiere tessono positivamente i soliti tappeti sonori attraverso cui i brani prendono aria e cambiano d'umore, risultando un ingrediente fondamentale nella ricetta offerta dalla band. Sempre di ottima fattura i repentini e frequenti cambi di tempi, dinamici al punto giusto che non fanno da intoppo nè da riempitivi, e sempre molto interessanti i testi, accurate, poetiche quanto amare metafore sull'essere oggi.
Personalmente, continuo a preferire "Frammenti..." per pura inclinazione soggettiva più volta verso l'etereo e le ambientazioni dark, ma questo mi permette ugualmente di considerare la nuova prova dei Kardia come superiore a molte altre realtà nostrane anche più quotate dai media e già all'attenzione nazionale: insomma, sarebbe ora che qualcuno s'accorgesse di questi ragazzi ed offrisse loro l'opportunità che meritano, ben oltre la realtà regionale.
"promosottile/04" è l'ennesima testimonianza, l'ulteriore biglietto da visita da mostrare ad un mondo discografico orami cieco. Non mollate.
HMP
I Kardia distillano il proprio immaginario, presentando un nuovo promo in veste grafica davvero accattivante, ma molto minimale e sottile. Ed è così che si riorganizza anche la loro musica, canzoni che mancano volutamente di groove per lasciare riecheggiare i suoni nel vuoto e sottolinearne così la semplice essenza. Simile ai Frammenti Di Violenza Controllata di qualche tempo fa, più essenziale e omogeneo, con meno voglia di sperimentare quelle sonorità estranee che sono diventate routine, e si amalgamano meno visibilmente nella totalità dei brani. La dark wave lascia spazio a inserti elettronici, le canzoni non divagano e puntano dritte al proprio compimento, piazzando subito il giro portante e limitando al massimo le variazioni di tema. I pezzi sono ben costruiti, ma la mancanza di "ricchezza" del suono lascia a volte spaesati, non si riesce sempre a lasciarsi traspor tare dalla musica che alla lunga perde mordente. Intendiamoci, non è colpa di errori di produzione, che è anzi piuttosto pulita (anche se manca di impatto, specie nelle distorsioni dei pezzi con più tiro come la conclusiva "L'occidente"), si tratta proprio di una scelta stilistica, coraggiosa ma certo non indolore. Il songwriting è maturato, si sente che c'è stata una scrematura e selezione delle parti da tenere su questo Promosottile, anche i testi in Italiano sono concisi e comunicativi, a volte sembrano un po' forzati ma perlomeno non sono mai banali. Eppure, specie in relazione all'uscita precedente, era forse lecito aspettarsi qualcosina di più; c'è stata una maturazione generale, ma non ha ancora portato i frutti che auspicabilmente potremo vedere in futuro. Ora l'ingranaggio è perfettamente funzionante, ma probabilmente deve ancora mettersi in moto con sufficiente convinzione, o magari passare un bel periodo di rodaggio, per riuscire a portarci veramente lontano. L'ascolto res ta consigliato a chi li aveva già apprezzati, ma anche a chi cerca una buona proposta nostrana nell'ambito new wave/dark rock. Spogliati fino all'animo della propria musica, forse speravamo di vedere qualcosa in più
Impatto Sonoro
Questo disco è doloroso. Fortunatamente non per le orecchie. É un dolore inspiegabile, un dolore che si infila tra le vertebre e di cui è difficile liberarsi. Penso di non aver mai ascoltato un ep così tante volte di fila, senza mai stancarmi, cercando sempre quei 10 minuti per poterlo riascoltare. Forse sarò masochista, ma questo "Promo/Sottile 04" dei capitolini Kardia è davvero un gioiellino, carico di energia, rabbia e melodia, cose spesso difficili da imprigionare in un disco, tutte assieme. "Sanguina" varrebbe da sola le cinque stelline di cui dispongo. Tanta malinconia su una base punk qua e là condita di inserti elettronici degni dei migliori e cupi anni '80. Magneticamente fantastica. L'ipnosi amorosa di "Sottile" non cede a facili sentimentalismi musicali, e anzi, è vittima di ritmi ossessivi, a testimoniare un amore più realistico.
Con "Insomnia" i Kardia espatriano da quell i che possono essere i canoni della loro musica, per inoltrarsi in terreni più sperimentali. Il risultato poteva essere migliore, nonostante le sensazioni claustrofobiche e da film horror siano di tutto rispetto.
Si conclude con "L'Occidente", che dice semplicemente che il mondo così com'è non va bene. E i Kardia riescono a dirlo come pochi riescono, tralasciando una sterile e prevedibile, denuncia-elencazione dei fatti. E il dolore resta...e spero rimanga anche in futuro. Lo spero anche e soprattutto per i Kardia.
The Rock Explosion
I capitolini Kardia nascono nel Gennaio del 2001 dalle ceneri degli Astrolabe, formazione nella quale ¾ della line-up presente ha militato per alcuni anni. Nel Dicembre del 2002 danno alla luce l’EP autoprodotto “Frammenti Di Violenza Controllata”, un piccolo concept album di 6 brani, il quale ha ricevuto un buon responso di critiche dagli addetti ai lavori. Con questo “Promosottile” i nostri ci propongono 4 brani di post wave elettronica in cui si sentono le influenze di gruppi come Joy Division, The Cure, Diaframma nonché dei Litfiba dei primi singoli indipendenti e di “Desaparecido”, non certo quelli di “El Diablo”. Una scelta stilistica ben poco commerciale, estranea a qualsiasi moda del momento e quindi una proposta da elogiare per il coraggio esibito. L ’iniziale “Sanguina” è un brano in cui il sound elettronico dei synths si fonde ottimamente con l’aggressività delle chitarre distorte, creando un connubio fuori dagli schemi ma estremamente affascinante. Segue “Sottile”, una canzone d’amore che lascia da parte il convenzionale lentone strappalacrime, per far spazio a ritmiche ossessive e melodie dissonanti. “Insomnia” è sicuramente l’episodio più oscuro e complesso del CD, in cui la vena gotica del combo è più evidente. Così se da un lato i riferimenti ai primi Litfiba sono palesi dall'altro è da notare comunque la tendenza ad evitare scopiazzature in carta carbone, poiché i Kardia appaiono in possesso di un songwriting del tutto maturo e per nulla banale. In chiusura troviamo “L’Occidente”, brano veloce e incisivo, dal ritmo asfissiante e dalle liriche molto interessanti, basate sullo strapotere economico e militare dell’Occidente. I Kardia promettono bene, e "Promosottile" è consigliato a tutti coloro che amano seguire l'universo rock a 360 gradi!
Extra!
Vi avevamo già presentato qualche tempo fa “Frammenti di Violenza Controllata” , l’e.p. di esordio dei Kardia, questa band romana di indubbie qualità melodiche e compositive, ancora alla ricerca di una impostazione ben definita, oscillante fra il “post rock” e la “no wave”. Questo secondo promo, ben confezionato e di buon impatto sonoro, conferma i progressi del gruppo che continua a cantare rigorosamente in italiano e che ci regala brani sempre intensi e sofferti. Tematiche attuali, liriche poetiche, suoni incalzanti e arpeggi di chitarra che sanno come e quando partire a raffica oppure fermarsi a riflettere. I Kardia sono una vera realtà della scena indipendente romana, si stanno facendo apprezzare e conoscere, brani come “Sanguina” e “Sottile” lasciano il segno in quanto ad intensità e a sapienza lirica, “Insomnia” ha un retrogusto ipnotico, mentre “Occidente” è una sferzata contro il nostro stesso mondo, quello di chi si ritiene sempre nel giusto, proprietario assoluto di ogni ragione, popolato da chi - senza coscienza alcuna - ascolta sempre solo e soltanto se stesso. E la chiave melodica dei Kardia, infarcita di un rock maturo e consapevole, è senza dubbio il modo migliore per veicolare i contenuti di questo nuovo e.p. composto di soli quattro brani ma che deve essere trattato e considerato con la stessa cura con cui si maneggia un buon libro.
DNA
Estro artistico, passione e voglia di emergere sono i presupposti che questo promo mette in evidenza. Sonorità wave in bilico tra decadentismo e post punk richiamano alla mente atmosfere datate a cavallo tra la fine degli anni ’70 e primi ’80, arricchite dalla lingua italiana, elemento aggiunto che facilita la comunicazione. Quattro brani di pregiata fattura: aggressività, melodia, piani sonori tecnicamente ben suonati ed arrangiamenti accattivanti sono le fondamenta per delle liriche ricercate: “Odio il profitto senza coscienza, odio il linguaggio della forza che piega già chi è in ginocchio” (L’Occidente). I Kardia sembrano muovere i primi passi verso il “giusto” sentiero ed anche se un promo può solo dare un’idea delle potenzialità che necessariamente dovranno essere confermate con un album “full length”, il lavoro svolto fin qui è qualitativamente elevato tanto da poter elargire un giudizio assolutamente positivo. Chitarre semplici, sezione ritmica incalzante e giochi synth sono la struttura ossea dei Kardia che in “Sanguina” attraggono con il loro impeto mentre in “Sottile” interessano per la loro fluttuanza. Dopo il progetto Astrolabe e dopo un primo EP autoprodotto “Frammenti di Violenza Controllata” (2002), il giovane gruppo romano migliora e personalizza notevolmente il proprio sound: questo secondo lavoro, (“Promo Sottile /04”) malgrado delle sbavature artistiche, stimola non poco la curiosità dell’ascoltatore. I Kardia sono un buon progetto da seguire e come vuole il detto: a buon intenditor poche parole. Fatevi avanti.
SENSORIUM
A seguire quel "Frammenti Di Violenza Controllata" (dato alle stampe due anni fa) che aveva suscitato l'attenzione degli addetti ai lavori, tornano i capitolini Kardia con un nuovo demo di quattro brani: di classe la presentazione del promozionale ed altrettanto valida la musica inclusa. In bilico tra new wave ottantiana e rock gotico, la proposta dei nostri sa farsi apprezzare per qualità di scrittura e piglio interpretativo: tutto é curato nei minimi dettagli, dal parco sostrato elettronico alle armonizzazioni vocali, senza dimenticare l'impatto chitarristico. I riferimenti tirati in ballo all'atto d'esordio (i primi Litfiba, i Negazione della maturità, per quanto concerne il versante indigeno, ma anche e soprattutto la sintesi tenebrosa dei Fields Of The Nephilim e l'approccio minimalista dei Cure di "17 Seconds") si evincono parte integrante del Kardia-sound a tutt'oggi, eppure la maturazione della band, specie in termini di songwriting ed arrangiamenti, si rende evidenza palese. Si esiti sulla febbrile "Sottile", scandita da un eccellente gioco di basso e chitarre, oppure sull'afflato decadente di "Insomnia" (la traccia più dura del lotto, che mi ha addirittura ricordato l'eleganza catacombale dei mitici Arpia, romani anch'essi) od ancora sul lirismo 'impegnato' della trascinante "Occidente". In altri termini, i Kardia mi sembrano decisamente pronti per l'esordio sulla lunga distanza: "Promosottile/04" é una prova di indubbio calibro e le future prospettive per questi ragazzi si annunciano inequivocabilmente rosee.
Rockeggiando
Il progetto musicale KARDIA prende vita nella seconda meta' del mese di gennaio 2001, dopo lo scioglimento di una precedente formazione (gli Astrolabe). A distanza di tre anni dalla sua nascita "Kardia" è uno dei progetti più rinomati dell'underground italiano, colleziona ottime recensioni per i suoi lavori e propone uno stile che diventa sempre più originale e ricercato.
"Promosottile/04" è un lavoro estremamente curato, composto da quattro brani, racchiude nei suoi sedici minuti una tempesta di suoni ed emozioni che cattura totalmente l'attenzione dell'ascoltatore; stiamo parlando di un rock-elettronico, emozionante, oscuro ed inquietante; belle le idee, la scelta dei suoni, l'immagine stessa che questi ragazzi hanno saputo creare attorno alla band. "Sanguina" (la canzone di apertura) rende, da subito, benissimo l'idea sulle potenzialità di questa band capitolina. Tutte e quattro le composizioni sono curate, ricche di idee originali mi fanno ben sperare per il panorama italiano musicale odierno, fatto, evidentemente, di tante altre cose oltre quel pop scontatissimo che siamo abituati a digerire. I testi del promo, sono molto curati e si amalgamano bene con la musica che li accompagna; sono molto introspettivi, ma lasciano spazio nell'ultimo brano (L'Occidente) ad una critica profonda nei confronti del presuntuoso mondo "industrializzato".
Di sicuro non sarà facile per i Kardia emergere. Tutte le band che provano ad inserire nuove sonorità, nella vastissima scena italiana, in un certo modo ne vengono anche penalizzate; di sicuro vi sono dei gruppi che hanno saputo unire benissimo rock ed "elettronica". I Subsonica, ad esempio, nella loro originalità, sono riusciti a farsi notare in maniera rilevante in tutta la nazione. Credo onestamente che anche i Kardia, sponsorizzati a dovere, potrebbero diventare una delle realtà nazionali più interessanti.
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